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giovedì 14 ottobre 2010
Fritto Misto
Ne sono successe di cose: Il Cile e i minatori, Tulliani e Montecarlo, Rossi e Lorenzo, Sara e lo zio (P)orco, Genova e i serbi, la romena e il ragazzo che sferra un pugno, Alonso che recupera su Webber, Mondaini che raggiunge Vianello, Berlusconi che guarda la pagliuzza nell'occhio di Fini.... Insomma il mondo è vivo più che mai!
venerdì 25 dicembre 2009
Il mandante morale
Se Berlusca e i suoi servi dicono che sono stati quelli della sinistra a mandare moralmente in piazza Tartaglia,
Sono stati i comunisti a mandare a S.Pietro la ragazza che ha "aggredito" il papa? (risata fragorosa, amara e sarcastica)
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venerdì 2 ottobre 2009
Spirito di Patata
Battuta dal fatto quotidiano:
Roman Polanski arrestato in
Svizzera per rapporti con una
minorenne. Pare che Silvio
Berlusconi abbia annullato la
sua prossima visita nel
Canton Ticino
Roman Polanski arrestato in
Svizzera per rapporti con una
minorenne. Pare che Silvio
Berlusconi abbia annullato la
sua prossima visita nel
Canton Ticino
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lunedì 14 settembre 2009
Mike, Silvio e il lavoro
Il video parla da se'. Anch'io mi rattristo per la morte di Mike
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venerdì 27 marzo 2009
Il piano casa
Il piano casa del governo dovrebbe consentire l'ampliamento degli immobili di circa il 20% o addirittura 30%. Ma per chi come me sogna giorno dopo giorno di avere un buco di proprietà di 40mq nessuno ci pensa? Perchè nessuno ci pensa? Ditemelo, dio bon..
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venerdì 13 febbraio 2009
Mi giunge voce...
Mi giunge voce che in senato succedono certe cose. Si fa di tutto per rassomigliare alla Cina o alla Birmania! Stavolta dobbiamo ringraziare l'onorevole D'Alia... Leggete cliccando sul link sottostante
"Internet in Italia: come Cina e Birmania" di Antonio Di Pietro 13 Febbraio 2009
Tieniti aggiornato: http://www.antoniodipietro.com/iscrizione.php
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sabato 8 novembre 2008
Piange il telefono
Tra i primi contatti telefonici del neo eletto presidente USA, non c'è stato quello con il nostro amato Berlusconi... Mamma mia che affronto direte voi!
Ma no, figuratevi! Magari Obama chiamerà Silvio in estate per farsi invitare nella villa sulla collina abusiva in Sardegna...così il buon Obama prenderà tanto sole e diventerà nero!!! ma attento a non scottarti, mi raccomando!
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giovedì 6 novembre 2008
Ambo!
Nel giro di 24 ore due delle persone che stanno al governo e precisamente il Burattinaio e quello che gli ha fatto la legge per salvare la sua tv abusiva, le hanno sparate grosse!
Entrambi parlando dell'elezione di Obama in USA.
Il burattinaio ha detto che Obama avrà successo perchè bello e "abbronzato".
Il secondo ha dichiarato che con Obama Al quaeda sarà più felice...
Il primo diceva che dire abbronzato è una carineria... io direi che sia razzismo strisciante invece... poichè è il cercare di nascondere l'evidenza del colore nero della pelle di un uomo. Perchè dire abbronzato a un nero? Se è nero è nero. E basta.
Il secondo, prendendo spunto dal suo Burattinaio ha ovviamente detto che s'era trattato di un equivoco.
VOGLIAMO I GIOVANI AL GOVERNO!!
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martedì 22 luglio 2008
Ipocrisia
Quando Beppe Grillo chiamò il presidente Napolitano "Morfeo" cioè colui che dorme tutti gridarono allo scandalo e al vilipendio. Quel cagionevole di salute di Bossi offende realmente l'Italia di cui è ministro e da cui prende fior fiori di danari e il suo capo Berlusconi che dice? "tutto tranquillo, la situazione è sotto controllo".. è la fine.. è davvero la fine. INETTI
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martedì 17 giugno 2008
Ritorno al passato
si va indietro... I giornalisti dovranno dedicarsi ad altro??? O si danno all'ippica o faranno i leccaculo a Silvio (come la maggioranza di loro già fanno).. Prove tecniche di fascismo dunque..E che dire dei magistrati? Prove tecniche di fascismo.. Travaglio non ci tradire!!!
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venerdì 18 aprile 2008
Voglio vedere europa7
Europa 7, un’emittente televisiva, ha ottenuto regolare concessione di trasmettere (in modalità analogica terrestre). Nonostante cio’ e’ priva di frequenze…. e dove poteva succedere se non in Italia?Francesco Di Stefano, il fondatore, decide di avventurarsi nel progetto di creare una televisione nazionale con frequenze proprie e deve cedere sia l’emittente di cui è proprietario, la laziale Tvr Voxson, sia il circuito.Nel corso degli anni il network si è via via ridimensionato arrivando ad oggi a contare solo sei emittenti che coprono sette regioni.Nel luglio 1999, Francesco Di Stefano, decide di partecipare ad una gara pubblica per l’ assegnazione delle frequenze televisive nazionali (in totale 11: 3 per la RAI e 8 per i gruppi privati) con richiesta di 2 reti televisive: Europa 7 e 7 plus. Riesce a vincere una concessione per Europa 7, al posto di Rete 4, il quale perde così il diritto di trasmettere. La commissione ministeriale della gara nega la richiesta per 7 plus, ma Francesco di Stefano fa ricorso al Consiglio di Stato, il quale ordina al ministero di dare anche una seconda concessione.Nel frattempo, Europa 7 si prepara per iniziare le nuove trasmissioni entro il 31 dicembre 1999 come prevede la licenza: il piano prevede 700 assunzioni, un centro di produzione a Roma di 20000 mq, composto da 8 studios e un importante library di programmi (nella graduatoria Europa 7 è prima in programmazione).In ogni caso, fino ad oggi, Europa 7 non riuscirà mai a trasmettere; il ministero contravvenendo al risultato della gara pubblica non concede le frequenze, e con una autorizzazione ministeriale del 1999 (non prevista da nessuna legge) permette la prosecuzione delle trasmissioni analogiche a Rete 4, che in base alla gara pubblica non ne aveva diritto. Così comincia da parte della società Europa 7 una serie di ricorsi al Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) del Lazio, al Consiglio di Stato e alla Corte Costituzionale.Nel novembre 2002, interviene la Corte Costituzionale, la quale con la sentenza 466/2002, decide (come nel 1994) che nessun privato può possedere più di 2 frequenze televisive e le reti eccedenti, in questo caso Rete 4 (e Tele+nero), devono cessare la trasmissione in via analogica terrestre. La Corte, inoltre, fissa un limite improrogabile entro il 31 dicembre 2003, e così dal 2004 le frequenze occupate da Rete 4 (che deve migrare sul satellite) devono andare ad Europa 7.Nel estate del 2003, il ministro delle comunicazioni Maurizio Gasparri presenta un disegno di legge per il riordino del sistema radiotelevisivo italiano e l’introduzione della trasmissione digitale terrestre. La legge (nota come legge Gasparri) verrà approvata dal Parlamento il dicembre 2003, la quale permette a Rete 4 di continuare a trasmettere in via analogica terrestre in netto e palese contrasto con la sentenza della Corte Costituzionale.Successivamente, il presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, rifiuta di firmare la legge come incostituzionale e la rinvia alle camere. Così, per poter garantire a Rete 4 di continuare a trasmettere via etere, il 24 dicembre 2003 il governo Berlusconi vara un decreto legge noto come decreto “salva Rete 4″…(si continua con le leggi ad personam ndr). La legge Gasparri si approva definitivamente nell’aprile 2004, anch’essa senza prendere in considerazione la sentenza 466/2002 della Corte Costituzionale.Nel luglio 2005, il Consiglio di Stato, dopo il ricorso di Europa 7, ha chiesto alla Corte di Giustizia Europea di rispondere a 10 quesiti, dove si mettono in discussione le leggi italiane in materia di televisioni ed è in ballo una richiesta sempre da parte di Europa 7 per risarcimento danni da parte dello Stato di 3 miliardi di euro per la mancata attività televisiva.Il 30 novembre 2006 si è tenuta l’udienza alla Corte di Giustizia Europea; durante l’udienza l’avvocatura dello Stato ha difeso la legge Gasparri e sostenuto le posizioni precedentemente espresse nella memoria difensiva del precedente governo Berlusconi.. Ma poi rettificherà. La sentenza della corte, inizialmente prevista per maggio 2007, ha avuto svariati rinvii.Oggi la società Europa 7 è praticamente ferma. Francesco Di Stefano, suo fondatore, intervistato da la Stampa ad aprile 2006, attende la sentenza della Corte di Giustizia Europea. La sua vicenda è seguita da pochissime persone.Si tende a ingoiare bocconi amari… ci si lascia camminare sopra le nostre teste e la nostra dignita’…ci considerano degli imbecilli…Informazioni tratte de Wikipedia.
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sabato 12 aprile 2008
venerdì 28 marzo 2008
Silvio diccelo
chi sono questi italiani che comprano alitalia???
diccelo silvio!!! o come al solito è una tua burlonata??? ma perche non continuavi a fare il comico??? cosi ci levavi parecchi imbarazzi e facevi concorrenza a paolo villaggio!!!
diccelo silvio!!! o come al solito è una tua burlonata??? ma perche non continuavi a fare il comico??? cosi ci levavi parecchi imbarazzi e facevi concorrenza a paolo villaggio!!!
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venerdì 7 marzo 2008
ahia ahia...
caro Clemente: cazzo in culo non fa figli ma fa male se lo pigli!
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venerdì 22 febbraio 2008
I condannati non si candidano....
Perfettamente d'accordo. Quindi per coerenza Silvio dovrebbe starsene anche lui al fare il nonno e spronare i nipotini a non seguire le sue orme visto che di indagini sulla sua persona ce ne sono a palate!
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domenica 3 febbraio 2008
La spallata
La vera spallata a Prodi alla fine l'ha data il Vaticano. Era chiaro da tempo che le gerarchie ecclesiastiche erano scese in campo direttamente contro il centrosinistra e per favorire il ritorno di Berlusconi, elargitore di mille favori alla Chiesa durante il suo quinquennio a Parazzo Chigi. La Chiesa a agito alla vigilia della crisi come una qualsiasi lobby politica, sia pure extraparlamentare, addirittura extraterritoriale, e con un'intelligenza politica superiore a quella dei partiti in circolazione.
La spallata della Chiesa al centrosinistra era partita da lontano. Non c'è stata settimana, dalla primavera del 2006, in cui il papa o i vescovi non siano entrati in polemica, più o meno diretta, con l'azione del governo. Ma nell'ultima settimana si è consumato uno spettacolare attacco su più fronti. Ha cominciato Benedetto XVI, in qualità di vescovo della capitale, con l'attacco al Veltroni sindaco sul «degrado di Roma». Ora, è chiaro che l'uno è «anche» papa e l'altro è, guarda caso, leader del Pd. Quando alla predica del papa sui mali di Roma, dagli «affitti troppo alti» allo scarso attivismo dell'amministrazione locale, bisognerebbe aprire un lungo capitolo. L'Apsa, che gestisce le proprietà ecclesiastiche, è il primo immobiliarista della capitale, con il 22 per cento del patrimonio totale della città: non può far nulla per calmierare gli affitti? La chiesa è il primo evasore (legalizzato) delle tasse romane, con l'esenzione dall'Ici, così com'è il primo beneficiario delle onerose convenzioni private su sanità e scuola. L'elenco dei favori che la città di Roma paga alla Chiesa è infinito, dalle forniture d'acqua ai pass delle automobili per il centro.
Era ben studiato il pretesto della mancata visita alla Sapienza, dove si capiva benissimo che alla Chiesa non interessava la questione in sé ma lo sfruttamento del caso. La polemica sulla sicurezza non garantita era strumentale. I predecessori di benedetto XVI sono andati in visita pastorale in Paesi del Terzo mondo e hanno incontrato folle di milioni di persone, e questo papa ha paura di entrare nell'Università di Roma? Bisognava trovare il modo di organizzare una manifestazione contro il governo a San Pietro, senza dire che si trattava di politica.
Così è andata e nella folla di San Pietro c'era in prima fila Clemente Mastella, il quale proprio in quell'occasione, per sua ammissione, decide l'uscita dalla maggioranza e la comunica subito non a Prodi ma al cardinal Bertone, segretario di Stato vaticano. Nello sfascio della politica, la Chiesa ha deciso di scendere in campo, alla riconquista di un ruolo centrale perso dal tramonto della Dc. I leadr del centrosinistra dovrebbero almeno prenderne atto e studiare qualche contromossa, che non sia il solito inginocchiarsi nella vana speranza di ammansire i vescovi.
Curzio Maltese, 01.02.2008
La spallata della Chiesa al centrosinistra era partita da lontano. Non c'è stata settimana, dalla primavera del 2006, in cui il papa o i vescovi non siano entrati in polemica, più o meno diretta, con l'azione del governo. Ma nell'ultima settimana si è consumato uno spettacolare attacco su più fronti. Ha cominciato Benedetto XVI, in qualità di vescovo della capitale, con l'attacco al Veltroni sindaco sul «degrado di Roma». Ora, è chiaro che l'uno è «anche» papa e l'altro è, guarda caso, leader del Pd. Quando alla predica del papa sui mali di Roma, dagli «affitti troppo alti» allo scarso attivismo dell'amministrazione locale, bisognerebbe aprire un lungo capitolo. L'Apsa, che gestisce le proprietà ecclesiastiche, è il primo immobiliarista della capitale, con il 22 per cento del patrimonio totale della città: non può far nulla per calmierare gli affitti? La chiesa è il primo evasore (legalizzato) delle tasse romane, con l'esenzione dall'Ici, così com'è il primo beneficiario delle onerose convenzioni private su sanità e scuola. L'elenco dei favori che la città di Roma paga alla Chiesa è infinito, dalle forniture d'acqua ai pass delle automobili per il centro.
Era ben studiato il pretesto della mancata visita alla Sapienza, dove si capiva benissimo che alla Chiesa non interessava la questione in sé ma lo sfruttamento del caso. La polemica sulla sicurezza non garantita era strumentale. I predecessori di benedetto XVI sono andati in visita pastorale in Paesi del Terzo mondo e hanno incontrato folle di milioni di persone, e questo papa ha paura di entrare nell'Università di Roma? Bisognava trovare il modo di organizzare una manifestazione contro il governo a San Pietro, senza dire che si trattava di politica.
Così è andata e nella folla di San Pietro c'era in prima fila Clemente Mastella, il quale proprio in quell'occasione, per sua ammissione, decide l'uscita dalla maggioranza e la comunica subito non a Prodi ma al cardinal Bertone, segretario di Stato vaticano. Nello sfascio della politica, la Chiesa ha deciso di scendere in campo, alla riconquista di un ruolo centrale perso dal tramonto della Dc. I leadr del centrosinistra dovrebbero almeno prenderne atto e studiare qualche contromossa, che non sia il solito inginocchiarsi nella vana speranza di ammansire i vescovi.
Curzio Maltese, 01.02.2008
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venerdì 1 febbraio 2008
Cosi non va...
La corte europea ha bocciato L ITALIA in merito all'assegnazione delle frequenze TV... ancora una volta siamo lo zimbello di tutta europa... non voglio scendere nei dettagli della sentenza perche non ne ho voglia... basta cercare su google la parolina magica e troverete notizia! Vi dico solo che siamo sotto regime raiset per dirlo alla Travaglio. e Di Stefano di Europa7 aspetta e... spera...
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